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Serie TV per far pratica di francese

28/09/2020 10:08

Emma

Pratica di lingue, Suggerimenti e recensioni, Serie TV, Lingue, Pratica di lingua, Francese,

Serie TV per far pratica di francese

Questo post include una lista di serie TV abbastanza recenti per far pratica di francese.

 

 

Una lista di serie TV abbastanza recenti per far pratica di francese.

 

 

Cari lettori,

 

Siamo alla fine di settembre, il mese delle lingue e dei traduttori grazie alla Giornata europea delle lingue il 26 e la Giornata internazionale della traduzione il 30. L'anno scorso, per la Giornata europea delle lingue ho scritto un post su alcune serie TV inglesi di culto che potreste guardare per praticare inglese (vi lascio il link qua) e ne ho un altro in programma sempre per la stessa lingua; quest'anno, invece, visto che durante gli ultimi mesi mi sono dedicata al francese, ho pensato di condividere alcuni titoli di serie d'Oltralpe, tutti disponibili su Netflix, nel caso stiate cercando ispirazione per una pratica di livello avanzato. Vi dico la verità, non tutte le serie che vi elencherò mi sono piaciute, ma ho pensato che, nonostante alcune non siano il mio stile, potrebbero piacervi comunque e le ho incluse. Iniziamo dalle mie preferite, col titolo originale e, nel caso di titolo tradotto, anche il titolo con cui sono state diffuse in Italia. Un ringraziamento speciale va a Claudia e Cinzia che mi tengono aggiornata e hanno controllato che tutto fosse disponibile anche in Italia.

Dix pour cent / Chiami il mio agente!

 

Iniziamo da quella che è decisamente la mia serie preferita tra tutte quelle ho visto di recente e di cui vi parlo. Ha tre stagioni in attivo, ognuna da sei puntate, e una quarta che uscirà tra poco e che, sembra, sarà l’ultima. Vi dico la verità, le prime due stagioni lasciavano delle cose in sospeso, ma la terza sembra avere già di per sé una certa chiusura, tant’è che non pensavo ci sarebbe stata una quarta.

 

In breve, i protagonisti sono gli agenti cinematografici dell’agenzia ASK basata a Parigi. Non è facile fare una serie di questo tipo e sembra che il progetto sia rimasto in cantiere per un lungo periodo. Il risultato è una serie molto dinamica, interessante e nuova. Gli attori principali, quelli che hanno i ruoli degli agenti, sono bravissimi e ogni puntata include almeno un cameo di attori famosissimi che sono clienti dell’agenzia. Tra questi, Isabelle Adjani, Juliette Binoche, Monica Bellucci, Audrey Fleurot, ecc.

 

Se, come me, non siete fan delle serie sdolcinate, questa serie fa per voi. Non mancano storie d’amore, tradimenti e litigi, ma tutto come cornice molto ridotta che lascia lo spazio giusto alle storie principali che ci trasportano nel mondo del cinema e negli intrighi del jet set, che però non sembrano poi così diversi dalla vita di un qualsiasi altro ufficio e dai problemi delle persone non famose.

 

Il francese parlato non è incredibilmente difficile, è molto attuale e, in generale, molto standard, per così dire, nel senso che non è pieno di colloquialismi ma è comunque la lingua che si parla normalmente, nulla di troppo affettato. L’unica cosa potrebbero essere alcuni termini tipici del mondo dello spettacolo, ma è tutto vocabolario che viene bene imparare. Vi lascio il link a un trailer. Il tenerissimo Jean Gabin è il mio preferito, con o senza papillon.

Au service de la France / A very secret service

 

È una serie recente, con due stagioni da 12 puntate e, purtroppo, non una terza in programma, anche se si può dire che la storia si conclude e non ci lascia in sospeso. È un programma comico, irrispettoso e spesso politicamente incorretto proprio perché vuole prendere in giro gli aspetti più misogini, razzisti e campanilisti della Francia degli anni Sessanta, periodo in cui è ambientata la serie. Come fa intuire il titolo, è una serie di spionaggio ma più simile a Austin Powers che a 007. André Merlaux è il protagonista che viene preparato per diventare un agente segreto e si ritrova in mezzo a una serie di intrighi e situazioni buffe che però sono legate ad avvenimenti storici francesi reali.

 

Il linguaggio è standard, ma i dialoghi sono molto veloci, soprattutto quando i superiori cercano di spiegare regole burocratiche insensate, decisamente una buona pratica. A me è piaciuta tantissimo. Ecco il trailer per farvi un’idea.

Le bazar de la charité / Destini in fiamme

 

La serie che ha avuto più successo tra i miei amici. È stata pensata come una miniserie da otto puntate e non lascia nulla in sospeso, quindi direi che non ci sarà una seconda stagione ma, visto il successo, non si può mai sapere. Non è esattamente il mio stile ma ve la consiglio perché è davvero bella, e poi c’è Audrey Fleurot, che adoro. Perché dico che è bella ma non è il mio stile? È molto romantica, con l’idealizzazione dell’amore nei secoli passati e una visione delle classi sociali e dei legami tra esse filtrato coi nostri occhi e col filtro della società attuale. Io sono più per le serie poliziesche o d’azione e meno per le cose eccessivamente romantiche, ma ciò non toglie l'alta qualità della produzione sotto tutti gli aspetti, non solo il cast, ma anche i costumi, le ambientazioni e la fotografia. Merita davvero!

 

Il titolo francese è decisamente più chiaro di quello italiano su quale sia la storia, ma non voglio entrare in un dibattito sulla traduzione dei titoli visto che, soprattutto per film e serie TV, il traduttore ha poco o nulla a che fare con le decisioni, che sono invece prese dalla produzione. Volevo solo dire che dal titolo originale si deduce immediatamente che le vicende partono dalla base storica dell’incendio del Bazar de la charité di Parigi nel 1897 che causò la morte di decine di persone, quasi esclusivamente donne.

 

Anche qua un buon esercizio per l’orecchio, ma forse meno per quanto riguarda il linguaggio colloquiale. Il francese è molto più standardizzato e non si fa troppa distinzione alle classi sociali e ai vari socioletti che esistevano tra la popolazione parigina all’epoca. Ecco un assaggio.

Family Business / Altro che caffè

 

Una serie leggera con due stagioni da sei puntate brevi da guardare mentre si fanno altre faccende se volete. La seconda stagione è appena arrivata su Netflix. La storia è semplice: la famiglia Hazan abita a Parigi e ha una macelleria kasher che sta fallendo. Quando Joseph, il figlio del proprietario, sente da una conoscente che il governo legalizzerà la marijuana di lì a poco, decide di trasformare la macelleria in un coffeeshop. Come è da prevedere, ogni puntata prevede vari imprevisti e situazioni rocambolesche al limite dell’assurdo in cui i protagonisti si trovano a difendere il progetto segreto. A dire il vero, più che al limite sono veramente assurde e viene da chiedersi se ci possano essere davvero persone così stupide come Joseph e alcuni dei suoi amici.

 

Il linguaggio è un mix di standard e vocabolario di strada dipendendo dalle scene, più familiari nel primo caso e incontri con persone non proprio raccomandabili nel secondo. Vi lascio il trailer.

Marseille

 

Vi dico la verità, come serie in sé non ve la consiglierei perché proprio non è il mio genere, ma è un’aggiunta che potete fare giusto per la pratica (come ho fatto io) o se vi piacciono le serie cariche di politica, droga e violenza. A livello linguistico non è per niente male, forse la serie che più esercizio fa fare, con un francese attuale, vari registri e molta lingua colloquiale e di strada.

 

Anche il cast merita, non si può negare, non solo per Gérard Depardieu, ma in generale sono tutti bravissimi. È una serie originale Netflix e ci sono due stagioni disponibili con otto puntate ognuna, ma sembra che molti la pensino come me perché non è stata rinnovata nonostante lasci abbastanza in sospeso. Questo è un assaggio.

Avete già visto qualcuna di queste serie? Quale vi è piaciuta di più? Se l'avete vista coi sottotitoli, commentate pure con esempi di scelte geniali del traduttore. Io, per esempio, ho visto Dix pour cent coi sottotitoli in inglese perché è piaciuta anche al mio compagno, Chris, e l'abbiamo seguita insieme. Ho cercato di non leggere poi tanto, ma non è sempre così facile e voglio citare un esempio. In francese, come in italiano, ci si può dare del tu o del lei. In inglese non esiste la forma di cortesia, a meno che non si aggiungano espressioni di rispetto come Sir. Per spiegare a Chris quando qualcuno dà del tu o del lei devo sempre fare dei giri di parole e capisco quanto sia difficile includere questa idea nello spazio di un sottotitolo. Ecco, in uno dei dialoghi si giocava proprio su questa distinzione e mi sembra che il traduttore (Thomas Isackson, almeno per quell'episodio) si sia difeso proprio bene. Vi metto un esempio senza svelare troppo e aggiungo anche una traduzione letterale per chi non conosce una delle due lingue:

 

Dialoghi originali

- Ouais, t'as raison.

- Ah, on se tutoie maintenant ?

(- Sì, hai ragione.

- Ah, ora ci si dà del tu?)

 

Sottotitoli in inglese


- Yes, you’re right, darling.

- Calling me "darling" now?

(- Si, hai ragione, tesoro.

- Ora sono "tesoro"?)

 

Che ne pensate? A me è piaciuta come scelta da adattare a pochi caratteri. Aspetto i vostri commenti!

 

KT

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