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Emma recensisce: Survival Skills for Freelancers

11/11/2021 11:00

Emma

Suggerimenti e recensioni, Libri, Business, Recensione, Libri, Book review, Freelancing, Business,

Emma recensisce: Survival Skills for Freelancers

Recensione di "Survival Skills for Freelancers" di Sarah Townsend, un'analisi sincera su ciò che significa lavorare come freelancer

 

 

Recensione di

Survival Skills for Freelancers

di Sarah Townsend

 

 

 

Chiudiamo la trilogia sui freelance con un libro che non è dedicato solo a chi si occupa di traduzione ma che credo sia utile comunque a chi sta pensando di diventare libero professionista e a chi lo è già ma ha ancora dei dubbi sulla scelta fatta.

 

Il libro è Survival Skills for Freelancers di Sarah Townsend, è del 2020 ed è, ancora una volta, disponibile solo in inglese da quanto ho potuto vedere. L’autrice è una copywriter che lavora come freelance da oltre 20 anni e ha deciso di mettere la propria esperienza e i propri consigli a disposizione di chiunque stia pensando di intraprendere la stessa strada.

Il libro in breve

È un libro molto pratico in generale e molto facile da leggere, sia per lo stile, sia per l’impaginazione. Vediamolo più in dettaglio:

 

Part one – Getting started. Questa sezione è dedicata al libro in sé e all’autrice. Descrive la struttura del libro e il pubblico ideale prima di passare a descrivere la carriera dell’autrice e come sia arrivata dov’è oggi.

 

Part two – The basics. Questa sezione parla delle basi dell’attività del freelance, sia quelle più astratte – la personalità del freelance – sia quelle più pratiche che fanno parte della quotidianità del lavoro del libero professionista.

 

Part three – Busting the myths of freelance life. Questa sezione è dedicata a otto miti principali della vita da freelance, come il fatto che si lavori da soli e che ci si debba occupare di tutti gli aspetti dell’attività o che lavorare come autonomo sia facile e che tutto sia rose e fiori se ci si dedica a ciò che si ama. Ogni mito è seguito da un’analisi della realtà e da una serie di consigli.

 

Ogni capitolo del libro si conclude con degli esercizi da fare per metabolizzare ciò che si è letto e per riflettere. Dopo questa parte, che si chiama “Time out…”, troviamo sempre una serie di tweet o commenti di altri freelance con consigli e fonti di ispirazione.

 

Il libro poi finisce con le conclusioni, che danno ancora qualche spunto di riflessione per farci decidere se realmente siamo pronti o adatti a questo stile di vita.

Cosa ne penso

Ho già detto che è un libro facile da leggere ma è anche un libro positivo. Io non sono una grande appassionata dei discorsi aggressivi che fanno molti liberi professionisti e per molto tempo ho pensato “se per poter lavorare come freelance devo essere così, allora no, grazie!”. In realtà non è così e questo è proprio ciò che mi è piaciuto di questo libro, perché è sincero e senza ricette miracolose per diventare una persona di successo invidiata da tutti.

 

È un libro che dice in modo chiaro e semplice ciò che ha di positivo e di negativo la vita da autonomo e che dà molta importanza alla salute e al benessere. Proprio per questo motivo ho voluto includerlo in questa serie benché non sia dedicato alla traduzione, perché lo considero una lettura importante che completa ciò che i due libri precedenti hanno detto.

 

L’avete letto? Lasciatemi un commento!

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